{"id":64,"date":"2018-01-17T17:15:20","date_gmt":"2018-01-17T17:15:20","guid":{"rendered":"https:\/\/arteinterra.it\/dir\/?p=64"},"modified":"2018-02-11T11:45:10","modified_gmt":"2018-02-11T11:45:10","slug":"articolo-da-tile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arteinterra.it\/dir\/2018\/01\/17\/articolo-da-tile\/","title":{"rendered":"Articolo da TILE"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><b>__________________ ARTE &amp; CULTURA ___________________<\/b><\/p>\n<p class=\"p3\"><b>Anna Maria Lorimer, Arteinterra<\/b><\/p>\n<p class=\"p4\">Abbiamo conosciuto Anna Maria Lorimer, o meglio le sue opere, in occasione di una mostra organizzata, nell\u2019estate 2012 <span class=\"s1\">(per la precisione era in occasione del periodo natalizio 2012\u2026)<\/span>, all\u2019interno della Fortezza Medicea di Montepulciano.<\/p>\n<p class=\"p4\">Un incontro che ha suscitato la nostra curiosit\u00e0 per la particolarit\u00e0 delle realizzazioni esposte in quell\u2019evento: per lo pi\u00f9 figure di animali riprodotte in trame trasparenti realizzate con sottili fili trafilati, quasi un pizzo macram\u00e9 ceramico, ottimo per trasformare le figure in lampade inserendo al loro interno una candela. Il tema della lampada, della luce che si frange attraverso le sottili trame ceramiche, era presente anche in opere pi\u00f9 grandi, esposte nella stessa occasione, e per lo pi\u00f9 ispirate a immagini femminili.<\/p>\n<p class=\"p4\">Abbiamo quindi deciso di andare a conoscere personalmente Anna Lorimer presso il suo laboratorio Anrteinterra, a San Martino alla Palma, una localit\u00e0 nel comune di Scandicci.<\/p>\n<p class=\"p4\">Qui, a parte la meravigliosa natura che circonda la casa\/laboratorio di Anna Maria e del marito Roberto, abbiamo scoperto la personalit\u00e0 dell\u2019artista e la sua storia.<br \/>\nAnna, dopo aver conseguito il diploma di maestra d\u2019arte in ceramica nel 1972 e quello di restauratrice sempre in ceramica nel 1985, ha partecipato ad alcune edizioni della Mostra dell\u2019Artigianato di Firenze e a vari concorsi: \u201cho vinto anche dei premi \u2013 ci racconta Anna -, ma poi ho deciso che volevo lavorare per me, senza condizioni e scadenze. La terra, la creta, \u00e8 la materia con la quale riesco ad esprimermi e avevo bisogno di usarla nei miei tempi coniugandola con gli impegni quotidiani della famiglia e dei figli\u201d.<\/p>\n<p class=\"p4\">Poi: \u201cSei o sette anni fa ho ripreso a fare ceramica, rinunciando all\u2019offerta di un impegno lavorativo tradizionale che mi avrebbe costretta tutti i giorni ad andare in citt\u00e0\u2026 Ho comunicato a Roberto che non me la sentivo, che la rinuncia alla libert\u00e0 mi pesava troppo. Abbiamo cos\u00ec affittato un primo laboratorio a Scandicci e la mia passione per la ceramica si \u00e8 trasformata in un vero<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>lavoro.\u201d<\/p>\n<p class=\"p4\">Il primo sforzo \u00e8 stato indirizzato alla ricerca di una forma espressiva \u201coriginale\u201d, perch\u00e9 Anna non si considera una vera ceramista: \u201cvoglio dire che non sono esperta di terre, di smalti e cotture, sono cose molto complesse e so di non poter competere con i veri ceramisti che hanno passato la vita a sperimentare vetrine e smalti. Cos\u00ec ho accettato i miei limiti, poi ho smesso di inseguire i gusti delle persone, di cercare di realizzare quello che poteva piacere a loro, e mi sono concentrata su me stessa\u201d. E\u2019 a quel punto che Anna ha scoperto la potenzialit\u00e0 espressiva dei fili in ceramica, la loro capacit\u00e0 di ordire tessiture inusuali con cui scolpire strutture e figure e si \u00e8 lasciata andare. Sono cos\u00ec nate le prime forme rotondeggianti, all\u2019inizio vasi e otri e lampade che racchiudono nella loro struttura, ricamate con fili anche ottenuti da argille di differente colorazione, figure vegetali accompagnate a geometrie sempre diverse <span class=\"s2\">evidenziate anche grazie all\u2019uso di argille di diversa colorazione e composizione<\/span>. Poi quei vasi sono stati \u201cappoggiati\u201d su piedi e mani umani realizzati in argilla e, da quelle mani e dai quei piedi sono poi scaturite figure femminili dai movimenti espressivi, dagli abbracci avvolgenti, dalle espressioni complici. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>(<span class=\"s1\"> Va anche bene cosi,ma prima facevo vasi a colombino\u2026poi ho cominciato a farli con mani e piedi, poi sono diventate donne e contemporaneamente ho \u201cinventato\u201d la costruzione degli oggetti con i fili abbinata poi alle figure di donne la cui primissima serie e senza lampade si chiamava \u201cdonne con le palle\u201d..)<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\">Perch\u00e9, Anna, solo figure di donne? \u201cNon faccio figure maschili perch\u00e8 sono una donna e posso esprimere solo il mondo femminile che conosco\u201d. E perch\u00e9 queste donne, cos\u00ec intense, non hanno volto? \u201cQuesta \u00e8 una domanda che mi viene sempre rivolta dai bambini che si accorgono subito che le mie donne non hanno volto. Le donne, invece, in genere non se ne accorgono perch\u00e9 scelgono la figura che meglio rappresenta un loro personale sentire: la fatica, la gioia, il sentimento materno, la complicit\u00e0 con le amiche\u2026 Cercano se stesse, non vogliono una \u201cbambola con la faccia\u201d ma una figura che le rappresenti in un determinato atteggiamento\u201d.<\/p>\n<p class=\"p4\">Anna si \u00e8 dedicata anche all\u2019insegnamento della ceramica, rivolgendosi sia ai bambini delle scuole elementari che a gruppi di adulti. Durante i corsi vengono insegnate le varie tecniche di lavorazione della ceramica (modellazione a mano, colombino, lastra morbida, lastra dura, stampi, calcatura, ingobbio etc., cottura dei manufatti e successiva smaltatura e decorazione)\u00a0 con la possibilit\u00e0 di imparare anche la lavorazione al tornio.\u00a0 <span class=\"s1\">( Forse questa in questa parte<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>potrebbe sembrare che i corsi li faccio ancora..)<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\">Nel 2011 in occasione della Mostra &#8220;Artigianato a Palazzo&#8221; ha vinto il premio Perseo.<\/p>\n<p class=\"p5\">(Io metterei anche gli altri due premi visto che si equivalgono e tutti insieme sono stati la mia parentesi \u201ccompetitiva\u201d<span class=\"s3\"><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span><\/span>e di \u201cmessa in gioco\u201d ora abbandonata,ma che mi e\u2019 sicuramente servita.<\/p>\n<p class=\"p5\">Maggio 2011 : premio Perseo,<\/p>\n<p class=\"p5\">Agosto 2011 : 3\u00b0premio \u201cArtigianato Vivo\u201d a Cison di Valmarino (TV)<\/p>\n<p class=\"p5\">ed a novembre<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>\u201c49\u00b0 Cardo d\u2019argento\u201d a Firenze )<\/p>\n<p class=\"p1\">laboratorio di <i>Ceramica<\/i><\/p>\n<p class=\"p4\">La produzione delle mie ceramiche \u00e8 ricca di oggetti di vario tipo ed uso principalmente realizzati con la <span class=\"s2\">tecnica del colombino.<\/span><br \/>\nLe forme quindi diventano sia oggetti di uso quotidiano che vere e proprie sculture c oltre alla produzione di oggetti\u00a0realizzo componenti di arredo quali: mattonelle da rivestimento, lampade, specchi, bassorilievi, ma anche serviti di piatti, oggetti da giardino etc.<\/p>\n<p class=\"p9\"><b>ANNA LORIMER HA REALIZZATO A TAYBEH LA \u00abLAMPADA DELLA PACE\u00bb PER LE FAMIGLIE<\/b><\/p>\n<p>Per l&#8217;Associazione \u00abColtiviamo la Pace\u00bb, nel 2005 Anna Lorimer si \u00e8 recata nel villaggio palestinese di Taybeh-Efraim per insegnare ai giovani che lavorano nel laboratorio di ceramica, costituito nell&#8217;ambito dei nostri progetti di cooperazione. Nell&#8217;occasione ha realizzato modelli di originali oggetti e, in particolare, una colomba fra le mani in atto da essere lanciata. La colomba, di colore bianco, recante la croce di Terra Santa, \u00e8 una lampada alimentata con l&#8217;olio prodotto nel villaggio. Di questa colomba, che dalla Palestina \u00abvola\u00bb ormai in tutto il mondo, \u00e8 stato anche realizzata una versione con lumino di cera. La &#8220;Colomba Lorimer&#8221; pu\u00f2 essere acquistata on-line nel sito della parrocchia di Taybeh <i>www.taybeh.info<\/i> per sostenere la comunit\u00e0 cristiana di Terra Santa e favorire il processo di pace attraverso lo sviluppo e l&#8217;occupazione lavorativa dei giovani. <span class=\"s1\">(principalmente \u00e8 stato messo su per l\u2019occupazione delle donne del villaggio)<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><br \/>\n<\/span><b>Tecnica del colombino<\/b><br \/>\nLa tecnica del <i>colombino<\/i> permette di modellare tutte le forme, anche grandi e complesse, ma deve essere esercitata con un po&#8217; di precisione e tanta pazienza.<br \/>\nSi parte da un lastra di argilla stesa con un matterello da cui si ritaglia la forma di base. A questo punto si preparano i c.d. <i>colombini<\/i>, cio\u00e8 si prendono dei pezzi di argilla e si fanno rotolare con le mani su di un piano di lavoro fino ad ottenere dei lunghi &#8220;salamini&#8221; che vengono attaccati uno sull&#8217;altro partendo dalla base ritagliata.<br \/>\nMentre si fa questo si d\u00e0 forma all&#8217;oggetto che potr\u00e0 essere bombata, cilindrica, svasata, conica etc., e alla fine si liscia la creta per renderne omogenea la superficie.<br \/>\nQuando la terra si sar\u00e0 seccata (dopo qualche giorno) l&#8217;oggetto sar\u00e0 pronto per essere cotto in un forno apposito alla temperatura di circa 1000\u00b0 C. Dopo la cottura ci\u00f2 che si ottiene \u00e8 il c.d. &#8220;biscotto&#8221; ed \u00e8 pronto per essere decorato come pi\u00f9 ci piace; dopodich\u00e8 \u00e8 necessario fare una seconda cottura per poter fissare i colori e rendere impermeabile il nostro oggetto (pu\u00f2 anche essere usato per alimenti).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>__________________ ARTE &amp; CULTURA ___________________ Anna Maria Lorimer, Arteinterra Abbiamo conosciuto Anna Maria Lorimer, o meglio le sue opere, in occasione di una mostra organizzata, nell\u2019estate 2012 (per la precisione era in occasione del periodo natalizio 2012\u2026), all\u2019interno della Fortezza Medicea di Montepulciano. 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